A geo-social image of Milan, obtained overlaying georeferenced Panoramio photos, and the most frequent Foursquare check-in. Using Sightsmap Web Tool

Visualizing data from geo-social networks
to build dense and meaningful visions of the “identity of a place”.
Moving towards a (visual) definition of a Digital Identity of Places (DIP)

Sightsmap Web Tool

 

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Community mapping in Bruzzano, the urban area of Milan:
not far from home… hic sunt leones !

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An interesting ongoing research, by my student Marco Vedoà, on abandoned micro urban spaces in Milan.

How to promote the involvement of citizens?
How to map and shape the future of these fragments of urban green spaces?

Interesting results soon,
In the meantime you can contribute HERE

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Discutiamo allo IUAV di Rappresentazione e laboratori italiani che si occupano di immagine.
Il mio intervento, sotto il coordinamento di Rossella Salerno ed assieme a Nausica Pezzoni e Barbara Piga, riguarderà la visualizzazione dei dati derivanti dai social-network in ambiente urbano.

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Dal 14 al 24 Settembre, presso lo Spazio Mostre Guido Nardi della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano sono esposti i lavori dei nostri Laboratori di primo e secondo anno.

I risultati più interessanti sono certamente quelli del Laboratorio di Progettazione architettonica 2 che tengo con Gianpietro Manazza: un semestre di sperimentazione sulla città di Milano.

Qui è possibile scaricare il poster con gli ottimi lavori di Giulia di Cintio, Laura Boscia, Riccardo Bertone,  Aitak Moody, Marcello Concari, Gaia Pellizari, Emanuele Leggio

Dal 5 ottobre poi, si ricomincia !

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Apprezzo con spinta piuttosto irrazionale la pittura che si prende la briga di aguzzare lo sguardo sul vuoto urbano, o sulla città, in generale. La città contemporanea continua ad essere vuota di rappresentazioni, muta di immagini, nonostante tutto.

Gente come Erin Mc Savaney, o Kevan A. Murray


Erin Mc Savaney

Erin McSAveny
Erin Mc Savaney


Kaven A. Murray


Kaven A. Murray

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Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (EUMM) è la prima realtà ecomuseale urbana in Lombardia.
Dopo quasi due anni di mappatura partecipativa a Niguarda il progetto si allarga, includendo diverse aree urbane del nord Milano: Bruzzano, Cinisello, Sesto San Giovanni.
La partecipazione faccia a faccia si accompagna allo sviluppo di strumenti innovativi di e-participation, con architetture basate sul web e adatte a tracciare, catalogare e condividere i più diversi modi di vivere, ricordare e prendere possesso del proprio territorio.

Nasce così Mappa-Mi, il geoblog per il disegno e il racconto partecipativo del paesaggio metropolitano.
Mappa-Mi è frutto della collaborazione fra EUMM, Tramemetropolitane, DiAP del Politecnico di Milano e NextMove – Internet innovation

Mappa-Mi si configura come un trans-media-tool che sfrutta le potenzialità del Web 2.0 partendo però dal riscontro fisico e sociale dei tavoli di mappatura partecipata.
Mappa-Mi sarà on-line da luglio 2010.

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Mappa di Comunità, Niguarda, il fronte

Oltre un anno di lavoro fra tavoli di partecipazione, elaborazione e progettazione della mappa, raccolta del materiale
e stampa, ma, da ieri, abbiamo messo in circolazione 5000 copie della prima Mappa di Comunità dell’area urbana milanese: la Mappa di Comunità di Niguarda.

Mappa di Comunità, Niguarda, il retro

Un progetto coordinato dalle antropologhe di Tramemetropolitane nel quale il nostro compito principale
è stato quello di mediazione culturale realativa alla rappresentazione del territorio
e alla costruzione di partecipazione per la mappatura condivisa dello spazio urbano.


Schemi iniziali per il map design

Il progetto della Mappa di Comunità ha voluto tentare di
uscire da una tradizione passatista e naïf tipica delle parish maps.
Abbiamo utilizzato codici cartografici contemoranei, stratificando le informazioni e semplificando il senso e le relazioni grafiche e logiche.

La mappa rimane uno strumento aperto, incrementale, in costante modifica, e tende a tracciare elementi socialmente rilevanti, memorie, vissuti, per favorire una rilettura dello spazio da parte del fruitore.

La mappa delimita aree su cui far sedimentare nuove forme di conoscenza locale, favorendo la connessione fra memoria e spazio.

La mappa stessa spiega le sue ragioni:

“Non è una carta geografica o un catalogo di monumenti, bensì un mezzo che aiuta una comunità a percepire con più
chiarezza i contorni del proprio patrimonio storico e culturale. In quanto narrazione corale la Mappa di Comunità
contribuisce al processo di ricostruzione di storie collettive, con l’obiettivo di conservare la memoria per comprendere
il presente e immaginarci il futuro.”

Mappaura partecipativa con strumenti GPS

Ci siamo immaginati il futuro anche attraverso nuove tecniche di mappatura
partecipativa, utilizzando  GPS, cartografie libere basate sul web, come Open Street Map e GIS che possano facilitare lo scambio e la stratificazione dei dati
territoriali.

Il passo successivo riguarda ora l’estensione del processo di mappatura a tutta
l’area dell’ecomuseo e lo sviluppo di strumenti innovativi con cui raggiungere ampie fasce della popolazione in grado di arricchire il percorso.

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C’è qualcosa di escatologico nella Svizzera maquettizzata da Christoph Schaarschmidt,
un eccellente modo di guardare con occhio fisso ciò che muta.
Rendere visibile ciò che si sospetta siano le cose.

Notevole.

[fonte]

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